Lo scorso 15 dicembre, nella prestigiosa Sala Eligio Gualdoni del Tribunale di Milano, si è tenuto il quinto incontro del Corso di formazione “Misure di Prevenzione e Amministrazione Giudiziaria”, promosso dall’Ordine degli Avvocati di Milano – Commissione Giustizia Penale.
L’appuntamento, moderato dall’Avv. Armando Simbari, ha offerto un momento di approfondimento ad ampio raggio sulle più recenti evoluzioni della prevenzione patrimoniale, della compliance e dei modelli organizzativi.
L’incontro ha rappresentato un importante spazio di confronto interdisciplinare sulle trasformazioni in atto nei sistemi di controllo aziendale e nei procedimenti di prevenzione.
L’amministrazione giudiziaria come leva di sviluppo per un business etico e sostenibile
Nel suo intervento, l’Avv. Marcella Vulcano ha proposto una lettura evolutiva dell’amministrazione giudiziaria, non più vista esclusivamente come misura di contenimento del rischio, bensì come leva trasformativa dell’impresa.
È stata evidenziata la capacità dell’istituto di incidere sugli assetti organizzativi, sulla governance, sulla cultura aziendale e sul rafforzamento dei presidi di legalità, orientando l’impresa verso modelli gestionali più sostenibili, trasparenti e competitivi.
Una prospettiva che interpreta la legalità non come vincolo, ma come fattore strutturale di sostenibilità e di sviluppo.
La struttura dei Modelli 231 e il tema dell’effettività
L’Avv. Enrico Giarda ha approfondito la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001, illustrandone gli elementi essenziali: dal risk assessment alla parte generale e speciale, fino alle procedure operative e al codice etico.
L’intervento ha posto particolare attenzione a un profilo spesso trascurato: la concreta fruibilità del Modello da parte dei destinatari interni.
Un Modello, infatti, risulta realmente efficace solo se trasformato in prassi operative intellegibili, applicabili e coerenti con l’attività aziendale quotidiana.
Il ruolo dell’Organismo di Vigilanza nelle imprese in crisi di legalità
Il Dott. Ciro Santoriello ha richiamato l’importanza dell’Organismo di Vigilanza quale presidio essenziale di controllo sull’effettiva attuazione del Modello 231, soprattutto nelle imprese coinvolte in fasi di crisi di legalità o esposte a rischi di infiltrazione o opacità gestionali.
È stata sottolineata la necessità di una vigilanza sostanziale, fondata sull’analisi concreta dei processi e non su verifiche meramente formali, al fine di garantire credibilità, coerenza e tenuta del sistema di prevenzione.
Le competenze del penalista nelle misure di prevenzione
A chiudere i lavori è stato il Prof. Avv. Luca Lupária, che ha offerto una riflessione di ampio respiro sull’evoluzione del ruolo del penalista nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali e dei procedimenti penali correlati.
È emerso come la funzione difensiva non risulti compressa ma, al contrario, si sia ampliata: il penalista moderno è chiamato ad acquisire conoscenze specifiche in materia di assetti organizzativi, governance, Modelli 231 e compliance, contribuendo in modo determinante alla gestione strategica del procedimento e al dialogo con Pubblico Ministero, amministratore giudiziario e Tribunale, in particolare nei casi connessi al D.Lgs. 74/2000.
Misure di prevenzione come strumenti di legalità e sviluppo
Il confronto ha evidenziato come le misure di prevenzione patrimoniali vadano oggi interpretate non solo nella loro dimensione tradizionale, ma anche come strumenti di promozione della buona governance, della trasparenza e della sostenibilità economica e sociale dell’impresa.
Si tratta ormai di veri e propri cantieri avanzati di legalità, in cui dimensione giuridica, organizzativa e aziendale dialogano per costruire modelli più solidi e resilienti.


